'Non avevo capito niente' è un romanzo di Diego De Silva, pubblicato nel 2007 da Einaudi. Non è alta letteratura, ma non vuole esserlo: Gianfranco Marziano in epigrafe, stile colloquiale, niente discorsi sui massimi sistemi. Si tratta dell'opera di un napoletano che, paradossalmente, fa qualcosa di originale nel panorama sfrenato del pulp partenopeo: scrive un libro divertente, capace di far ridere, pieno di microriflessioni su piccoli aspetti della vita quotidiana. Soprattutto, un libro in cui Napoli una volta tanto non è la città dell'immondizia, in cui non ci sono transessuali e puttane ad ogni angolo, né strade buie in cui venire aggrediti. Niente di epico, insomma, e un personaggio che ha a che fare con la criminalità in modo meno savianico, poco fanfarone, arrivando addirittura a proporre una 'camorra sostenibile'. 
E’ piccola letteratura, ma pur sempre migliore di molta carta straccia che si vuole arte.

'Non avevo capito niente' è un romanzo di Diego De Silva, pubblicato nel 2007 da Einaudi. Non è alta letteratura, ma non vuole esserlo: Gianfranco Marziano in epigrafe, stile colloquiale, niente discorsi sui massimi sistemi. Si tratta dell'opera di un napoletano che, paradossalmente, fa qualcosa di originale nel panorama sfrenato del pulp partenopeo: scrive un libro divertente, capace di far ridere, pieno di microriflessioni su piccoli aspetti della vita quotidiana. Soprattutto, un libro in cui Napoli una volta tanto non è la città dell'immondizia, in cui non ci sono transessuali e puttane ad ogni angolo, né strade buie in cui venire aggrediti. Niente di epico, insomma, e un personaggio che ha a che fare con la criminalità in modo meno savianico, poco fanfarone, arrivando addirittura a proporre una 'camorra sostenibile'. 

E’ piccola letteratura, ma pur sempre migliore di molta carta straccia che si vuole arte.